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I PRINCIPI DELLA PERSUASIONE

Esistono e sono stati provati 6 fondamentali principi detti della persuasione che sono tipici della psicologia sociale. Tali principi enunciati da Robert Cialdini nella sua pubblicazione “Influenza: la psicologia della persuasione” sono validi tutt’oggi e attuati dalle sette coercitive per attirare adepti e mantenerli all’interno.

1- PRINCIPIO DELLA RECIPROCITÀ: OVVERO L’ESSERE UMANO NON TOLLERA SENTIRSI IN DEBITO

Vi ricordate se avete avuto occasione di incontrare un Hare Krishna che per strada vi offriva un fiore? Ebbene tale gesto ti metteva nella condizione di ascoltare o acquistare più facilmente ciò che la persona che ti aveva donato il fiore ti proponeva.

Quante volte nelle adunanze di servizio ci veniva detto di mostrare interesse “personale”, oppure di fare dei gesti di “altruismo” verso le persone che visitavamo, come quello di portare la spesa o aprire la porta?

Queste azioni servivano per elicitare una reazione ovvero la possibilità che il nostro interlocutore ci ascoltasse e/o accettasse più volentieri la nostra letteratura.

Attenzione non confondetevi e non ingannatevi. Questi gesti non erano spontanei ma richiesti allo scopo di (o al fine di) ottenere una reazione. Quindi persuasivi. Alcuni obietteranno che sono comunque altruistici. No, non lo sono perché hanno comunque uno scopo: favorire l’accettazione di un messaggio, quindi non sono a somma zero.

Non c’entrano nulla con il vero cristianesimo e la regola aurea ove l’amore cristiano fa qualcosa senza aspettarsi nulla in cambio.

2- PRINCIPIO DELL’IMPEGNO: LE PERSONE VOGLIONO CHE LE LORO CONVINZIONI SIANO COERENTI CON I LORO VALORI

Ovvero se abbiamo detto o fatto qualcosa in passato tendiamo ad affermarlo perché non amiamo essere visti come persone che non rispettano gli impegni anche se le circostanze cambiano. Quindi noi esseri umani abbiamo un bisogno profondo di essere visti come coerenti.

Quante volte quando ci assale un dubbio, o notiamo qualcosa che non percepiamo come giusto o corretto, ci viene detto “Ricordati che ti sei dedicato a Geova”, oppure “Hai dato una parola”. Queste espressioni fanno leva proprio su questo bisogno psicologico che però non può logicamente giustificare l’accettare ciò che è sbagliato, scorretto e contro la nostra coscienza. In effetti nell’organizzazione dei Testimoni di Geova, ma anche in altre, tale bisogno psicologico viene sfruttato per silenziare e far passare atti palesemente in contrario con gli stessi principi che dovrebbero essere quelli fondanti la coscienza cristiana e il vero cristianesimo. Uno per tutti l’obbligo al silenzio per le vittime (e anche i testimoni o chi ne è venuto a conoscenza) degli abusi sessuali minorili, per le violenze domestiche, o per le palesi menzogne e contraddizioni di chi dirige l’organizzazione (sangue, Malawi, Messico, ONU, uso dei fondi, ecc...)

3- RIPROVA SOCIALE: NIENTE È COME SENTIRSI APPROVATO SULLA BASE DI CIÒ CHE GLI ALTRI STANNO FACENDO

È un principio basato sull'idea della sicurezza nei numeri. Ovvero se gli altri lo fanno allora anch'io posso farlo con fiducia. Questo principio di comune diffusione è uno dei più illogici. Il fatto che un certo numero di persone accettano o praticano una certa cosa non rende la loro pratica etica o morale. Nell’organizzazione dei Testimoni questo principio viene spesso suggerito o implementato nei raduni annuali detti “congressi” o “assemblee” in cui l’accento è posto sul numero dei presenti che “incoraggia”, oppure sottolineato nelle parole dei cantici (“miriadi”), o nello sprone a livello personale quando si manca alle cosiddette “adunanze” oppure come convincimento nel fare dei passi definitivi come il battesimo o impegnarsi nel servizio di “pioniere” o simile. E’ detto anche “effetto branco”, quando spontaneamente ma senza ragioni solide si imita un gruppo che agisce in una determinata maniera senza comprenderne i motivi.

4- AUTORITÀ: TU MI OBBEDIRAI!

Vi siete mai chiesti perché la gente in generale abbia la tendenza a obbedire a figure di autorità, anche se quelle autorità sono discutibili e chiedono agli altri di commettere atti discutibili? È semplicemente a causa della natura dell’uomo!

Titoli universitari come dottore e uniformi possono infondere quest’aria di autorità nelle persone, portando così la persona media ad accettare ciò che una persona di autorità dice senza domande. Puoi vederlo in spot pubblicitari che, ad esempio, utilizzano specialisti in vari campi per approntare le loro campagne pubblicitarie.

Nelle sette o religioni ad alto controllo queste figure abbondano proprio perché essenziali per attuare la “catena di comando” delle strutture piramidali. Queste autorità non sono solo e semplicemente rappresentate da “anziani” o “sorveglianti”, ma quasi impercettibilmente tutta la comunità si sottomette a livelli e sottolivelli. Non solo vi sono i “pionieri” di vario tipo (speciali, regolari, ausiliari) ma vi sono divisioni ancora più sottili che comunque danno “autorità”.

Basti pensare alla definizione di “spiritualità” tra i Testimoni di Geova, ove vi è una scala quantitativa che quasi sempre è legata al “quanto”. Ovvero la frequenza alle adunanze, ai raduni per il servizio, la costruzione delle sale del regno, la manutenzione. Non solo ma l’abito, il tipo di capigliatura, i peli facciali,  eccetera. Questo crea dei micro livelli che comunque danno “autorità” a chi in possesso dei titoli adatti.

5- LA SIMPATIA: PIÙ TI PIACE QUALCUNO, PIÙ SARAI PERSUASO DA LUI

Questo tipo di meccanismo di persuasione è uno dei più subdoli. In effetti potrebbe sembrare che non abbia tale attrattiva, ma riflettiamo sulle implicazioni. La simpatia qui descritta è fondamentalmente basata sul fatto di condividere qualcosa in comune con altri. Se ci pensiamo, il fatto che si faccia la stessa cosa nello stesso momento non dice nulla sulla bontà stessa della cosa che si fa. Per esemplificare, essere in una camerata con altri soldati per combattere un nemico comune non rende giusta la guerra che si combatte.

Ecco che l’organizzazione dei Testimoni di Geova, comprendendo appieno questo meccanismo sociale, ha eretto sempre di più barriere sociali verso l’esterno della congregazione, impedendo di fatto o limitando al massimo il contatto sociale “simpatico” con i non appartenenti. Questo implementando una semantica divisiva come l’uso di espressioni “mondo”, “cattive compagnie” “fratelli” “paradiso spirituale” e rafforzando questa divisione con esplicite proibizioni di contatto con i disassociati anche se parenti stretti e la forte censura nella carriera scolastica e lavorativa.

6- SCARSITÀ: QUANDO CREDI CHE QUALCOSA SIA RARO O DIFFICILE DA TROVARE ... LO DESIDERI ANCORA DI PIÙ!

Ad esempio, il comportamento umano è tale che siamo più propensi ad acquistare qualcosa se veniamo informati che è l'ultimo pezzo o che l’offerta scadrà presto. In breve, le persone credono davvero che si lasceranno sfuggire qualcosa che devono avere se non riescono ad agire rapidamente!

Nelle sette apocalittiche come i Testimoni di Geova, il principio della scarsità piuttosto che in oggetti si trasforma nel sempre minore tempo che rimane prima della fine. Ovvero scarsità di tempo.

Quindi questo principio viene quotidianamente implementato sotto forma di “urgenza”. Questo sia verso l’esterno della organizzazione con le visite e la predicazione annunciando una fine sempre imminente, che all’interno con i continui richiami, praticamente ad ogni riunione, quindi quasi quotidianamente, alla “fine”. Questa scarsità ingenera una ansia verso il futuro che si trasforma in una percezione provvisoria della vita attuale creando una “corsa” verso una vita futura sempre attesa. Quindi le relazioni sociali ne soffrono, in molti casi rinunciando ad una stabilità attuale in cambio di una

promessa futura. In molti casi si tramuta in rinunce al procreare, allo sposarsi, alla carriera, eccetera.

A lungo andare questo porta a danni emotivi ed anche fisici. L'utilizzo da parte della WTS di questo principio di persuasione è il più dannoso, ma anche il più pericoloso per l’Organizzazione stessa, visto che tale predetta fine che tarda rende sempre più instabile e dubbiosa la permanenza del gregge all’interno degli ovili.